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venerdì, 26 giugno 2009

Attesa.

Orsi che ballano sul fuoco
immaginario
topi che corrono dentro le ruote
e io che non so non so se ci sarai
stanotte
dal colore del sole che scende giù provo da indovinare
se torni prima tu o le zanzare
se questa è la volta che distratta lascerai
che ti chiami amore
sconosciuti che salgono sui tram il primo di aprile
scordano l'ombra sul sedile
e poi fanno finta che sia uno scherzo per nascondere
l'ennesimo tentativo di sparire

E provo ad immaginare
il vicino al di là del muro col suo eterno trapano in mano
a riempir di buchi il suo muro e il suo futuro
poi guardarsi allo specchio a conferma
di esistere davvero
e provo ad immaginare
che per noi ci sia un mondo nuovo un mondo fatto per noi
e che la fuori ci sia qualcuno
che è ancora vivo
et voilà nel dagherrotipo madame e mr Curie
con il loro sorriso
radioattivo

[Rossofuoco (Giorgio Canali) - Mme e mr. Curie]
postato da: ErreNoveNove alle ore 12:51 | link | commenti
categorie: musica, istantanee, dentro
sabato, 02 maggio 2009

Influenza suina, o maialite

Il Corriere della Sera (online) di oggi pubblica un articolo di aggiornamento sull'influenza suina (maialite la chiama Clara) in cui abbondano notizie sui numeri di sospetti contagi, probabili tramissioni, persone in isolamento, oltre a notizie più o meno allarmanti.
Fra le righe si legge però che la nuova influenza si preenterebbe in forma molto blanda, con intomi molto leggeri. E soprattutto il "caso italiano" rientrato dal Messico il 23 Aprile scorso pare abbia sofferto solo un po' di febbre per qualche giorno, febbre scesa a 37,5 dopo qualche giorno come accade in una normale influenza.

Questo allarmismo ha un senso ? RIporto qui di seguito il testo del commento di un lettore che dice di vivere in Messico che mi fa pensare che sia proprio così.

Un saluto a tutti. Vivo in messico e devo molto a questa nazione. Specifichiamo e diamo le dovute e corrette informazioni: 1-sono contento che il Chivas abbia eliminato la squadra cilena solo per il comportamento ricevuto prima,durante e dopo la partita.2-Reynoso merita una lunga squalifica. 3-Nessuno dice il perche della chisura delle scuole e degli uffici governativi dal 01 al 05 di maggio. Semplice.festa del primo maggio collegato al sabato e la domenica.poi il giorno 5 e festa nazionale (battaglia di Puebla)quindi il governo ha aprofittato del periodo festivo.Nessuno ha mai riportato tutto questo. 4-Nessuno dice dove e chi sono le persone morte (sic!!!)Quartieri poveri,dove il dottore molte volte e visto come un costo,dove l'acqua in questo periodo in particolare e razionata,dove l'igiene molte volte non e di casa. 5-il governo Messicano sta facendo tutto il possibile e la gente da dimostrazione di solidarieta e di alzarsi le maniche come sempre ha fatto in occasioni di disastri naturali.In Italia molti dovrebbero venire qui a vedere cosa succede dopo un terremoto o un uragano,cosi smetterebbero di lagnarsi e chiedere a mamma stato aiuti,fondi e ancora di piu. Considerazione finale: Quanta gente muore in Italia ogni anno per le classiche influenze?1000-2000?sicuramente di piu. Il turista puo venire senza problemi,ottimo servizio,sole,mare,folclore cordialita della gente(in Italia siamo rimasti molto indietro) Per favore non si faccia di un erba un fascio. Massimo
postato da: ErreNoveNove alle ore 21:09 | link | commenti (1)
categorie: diversamente
giovedì, 23 aprile 2009

Vasco, quanto mi costi ?

Premessa: chi scrive conosce ed ascolta il Vasco da quando cantava Vado al Massimo,  conosce a memoria le diverse versioni di Albachiara, ha diversi dischi di vinile, cd e pure cassette tutto rigorosamente originale. Ha fatto 400 km a/r in treno a 18 anni per andare al suo concerto a Firenze, dove ha fatto spintoni, passato un pomeriggio sotto il sole (estivo), fatta la strada a piedi fino in stazione a Firenze dopo lo show e poi, a Bologna, dormito sulle panchine per aspettare il treno che lo riportava a casa. Dove, alle sette del mattino, ha fatto la doccia e poi è andato a scuola (Vasco Dixit: vai al massimo ma non dimenticare le tue responsabilità).

Però ora che leggo questa notizia per cui il concerto del Primo Maggio è stato in forse per mancanza di fondi, e che Vasco Rossi sarà la stella dello show, mi chiedo : quanti soldi è costato Vasco ?
Si poteva ripiegare su gruppi e musicisti nuovi e di talento che costano meno e dare loro un palcoscencio di tutto ripsetto, anzichè spendere una barca di soldi per un  artista che si può permettere il palco di San Siro (e far sold-out  più volte) e sicuramente vedremo in tour durante l'estate ?
E se ai tempi di Sanremo gli avessero detto "guarda, sei bravo ma Al Bano fa più audience", avremmo ascoltato Vita Spericolata ?
Ecco, io Vasco l'ho apprezzato e credo sia una pietra miliare del rock italiano, ma in tempi di crisi guardare avanti anzichè fare scelte scontate sarebbe un bel segno di cambiamento.
postato da: ErreNoveNove alle ore 16:57 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 22 aprile 2009

Usi Linux ? allora sei un criminale

Pare che, secondo questa notizia riportata da Zeus News, uno studente del Boston College abbia suscitato sospetti perchè utilizzava un sistema operativo con schermo nero a caratteri bianchi.

Tutto è nato perchè lo studente avrebbe dato dell'omosessuale ad un suo collega su una mailing list, il quale si è rivolto alla polizia per scoprire chi fosse il mittente della mail.

E qui viene il bello: l'investigatore, una volta risalito al mittente, ha ascoltato la vittima la quale ha dipinto il mittente della e-mail come un soggetto inquietante, un noto hacker insomma, e il detective gli ha creduto senza verificare le affermazioni del suo "informatore".
Al che, arrivati sul tavolo del pericolosissimo hacker, i poliziotti hanno notato che "il signor Calixte usa due diversi sistemi operativi per nascondere le proprie attività illegali. Uno è il normale sistema operativo del Boston College e l'altro è uno schermo nero con caratteri bianchi che usa per inviare comandi", recita il verbale di sequestro di tutti gli strumenti informatici a danno dello studente incriminato.

Della serie: la mia cultura informatica si basa su Wargames e Independence Day...

(Fonte: Zeus News)
postato da: ErreNoveNove alle ore 10:15 | link | commenti
categorie: tecnologia, linux, incredibile ma vero
lunedì, 20 aprile 2009

Nemmeno un Euro per l'Abruzzo

Lo so che arrivo tardi (arrivo lungo, si dice a Bologna) a parlare di questo pezzo scritto da Giacomo di Girolamo e apparso su Facebook ormai due settimane fa. Ma io condivido la sua posizione e quindi lo pubblico, sai mai che un giorno non ci sia bisogno di una copia.

Donare soldi è davvero una soluzione utile per la causa del terremoto in Abruzzo ?
Non sarebbe più utile donare abiti e coperte dimenticati nei nostri armadi tramite la Croce Rossa  o la Protezione Civile ? O dedicare una settimana della nostra vita dando una mano nelle tendopoli il nostro mestiere di parrucchieri, cuochi, sarte, idraulici, anche esperti campeggiatori per portare un po' di normalità a chi non sa da che parte ricominciare ?

E come mai tutta questa solidarietà non scatta per chi ogni inverno deve affrontare le difficoltà di vivere per strada ?

Giacomo di Girolamo è un giornalista e dirige Marsala.it; ha scritto questo articolo rimbalzato on line nella blogosfera e sui quotidiani cartacei.

L'articolo compare anche qui, qui e qui.

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.

Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

 

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute.I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.

E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi.Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?

 

Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte. Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

 

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?

Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

 

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.

Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.

Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

postato da: ErreNoveNove alle ore 14:00 | link | commenti (2)
categorie: diversamente, facebook